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Pipilotti Rist | Spunti per la scoperta di un’icona della videoarte


Estetica, colore e corpi in movimento: le opere di Pipilotti Rist sono lo specchio di un tempo in continua evoluzione, frutto di un’instancabile voglia di sperimentare e della contaminazione tra generi. Dal 1984 – anno della sua prima mostra personale – l’artista svizzera classe 1962 espone in tutto il mondo ed è spesso protagonista di eventi internazionali in cui riecheggiano i suoni e i toni pop dei suoi video.

La produzione di Elizabeth Charlotte Rist (questo il nome reale e completo dell’artista visuale di Rheintal) è tanto vasta quanto variegata, sempre al passo con le evoluzioni tecnologiche. Per celebrare la sua lunga carriera il Louisiana Museum of Modern Art istituzione che, per prima (1996), acquistò un’opera della Rist – le ha di recente dedicato una coloratissima retrospettiva, leggera e avvolgente. Una vera e propria full immersion nel mondo delle immagini in movimento di quella che può essere considerata una delle icone della videoarte contemporanea: le pareti e i soffitti delle sale del Louisiana Museum sono diventati, per l’occasione, schermi e confini di altri mondi, capaci di proiettare i visitatori nel profondo della poetica di Pipilotti Rist.

Open My Glade, realizzata in collaborazione con l’artista, ha chiuso i battenti a fine settembre ma, in attesa della prossima mostra, è sempre possibile approfondire la conoscenza di alcune delle sue opere più famose. È il caso, ad esempio, di Ever Is Over All (1997), con la quale vinse il Premio 2000 alla Biennale di Venezia del 1997: qui una giovane donna – la stessa Rist con indosso un vestito azzurro cielo e delle scarpette rosso acceso – passeggia per strada e, noncurante di ciò che le accade intorno, improvvisamente inizia a distruggere i parabrezza e i finestrini delle automobili parcheggiate a bordo marciapiede sfoggiando un sorriso ironico e sfrontato. Con cosa? Con un lungo, delicatissimo, fiore tropicale.



Questo lavoro, che come capita in molti altri casi all’interno della prima produzione della Rist possiede alcune delle inconfondibili caratteristiche proprie dei video musicali, è un concentrato di controsensi e di imprevedibilità. L’assurdo ritmo altalenante con cui il doppio video (si tratta di un video a doppio canale: a sinistra si vede la donna che, con orgoglio, procede per la sua strada, mentre a destra scorrono le immagini di un campo di fiori tropicali, la stessa tipologia del fiore tenuto in mano dalla protagonista) viene proiettato nell’installazione dà vita ad un susseguirsi di immagini ipnotiche e spiazzanti, un continuo mix di realtà e fantasia accompagnato da una nenia che si ripete in sottofondo.

Vi interessa conoscere ancora meglio l’artista svizzera? Pipilotti Rist – il cui nome d’arte è il risultato di una buffa e sentimentale fusione datata 1982 (“Lotti”, soprannome d’infanzia, e “Pippi” come Pippi Calze Lunghe) – accompagna i curiosi in uno studio visit girato in collaborazione con il Louisiana Museum a gennaio 2019: un modo per scoprire l’essenza delle sue opere, tra luoghi familiari e rifiuti che attendono nuova vita, attrezzi, viti, bulloni, biancheria intima e numerosi altri materiali ben riposti in un enorme spazio creativo.

Curiosi? Ecco il video girato in collaborazione con il Louisiana Museum of Modern Art



Scopri di più visitando il sito ufficiale dell’artista. Ulteriori informazioni sulla biografia di Pipilotti Rist sono disponibili sul sito del Guggenheim Museum.

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