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Londra | Imperdibile Tate Modern: tutte le mostre da vedere

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National Gallery, V&A Museum, British Museum: avete in programma un weekend a Londra e non sapete ancora quale sarà il vostro itinerario museale in giro per la città? Considerando il fatto che la maggior parte delle collezioni permanenti sono a ingresso gratuito – e che sono tutte molto diverse tra loro – avrete davvero l’imbarazzo della scelta. Ma veniamo al dunque, cari artlovers: se siete appassionati di arte moderna e contemporanea non potrete assolutamente fare a meno di visitare la Tate Modern, situata a circa venti minuti a piedi dal London Eye.


Inaugurata nel 2000, la Tate Modern ha sede all’interno di una centrale elettrica riconvertita – l’ex Bankside Power Station – progettata da Sir Giles Gilbert Scott. Attualmente costituisce una delle attrazioni turistiche più gettonate del Regno Unito; come si legge sul sito ufficiale del museo, sono stati circa 40 milioni i visitatori che hanno affollato le sue sale espositive nel corso di questi vent’anni.

Se doveste capitare a Bankside abbiate cura di prendervi almeno un’intera giornata per girare con calma all’interno della collezione permanente della Tate Modern: essa si snoda su 4 dei dieci piani di cui si compone il museo e le opere, esposte seguendo un percorso tematico e non cronologico, ruotano periodicamente. La visita ha inizio fin dall’enorme Turbine Hall, che si incontra entrando dal livello zero.


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Turbine Hall, Tate Modern 2020

 

La Turbine Hall è una vera e propria agorà del museo, in cui è possibile sostare e chiacchierare, punto di snodo verso le aree dedicate ai più svariati servizi. Questa sala, alta 35 m e lunga 152 m, ospiterà fino al 5 aprile 2020 un’opera in cui l’acqua è protagonista e funge da raccordo tra le varie storie che abitano l’enorme installazione. Kara Walker, l’artista che ha firmato questo imponente progetto commissionato da Hyundai, l’ha chiamata Fons Americanus: si tratta di una fontana alta 13 metri, interamente realizzata con materiali riciclabili o riutilizzabili, presso la quale i visitatori si fermano per chiacchierare e per riposare, ammirandone le sculture.

Fons Americanus non è un manifesto o una celebrazione dell’Impero britannico. L’intento dell’artista, famosa per le sue installazioni e ricerche incentrate sui generi, sulle violenze, sui soprusi e sulle discriminazioni razziali – è quello di esplorare le storie di Africa, America ed Europa attraverso un’opera monumentale in cui realtà e finzione si incontrano su scala epica. L’acqua è il tema chiave, poiché si tratta dell’elemento di raccordo in grado di rievocare numerosi eventi, dal commercio di schiavi fino ad arrivare alle ambizioni, ai destini e alle tragedie delle popolazioni che abitano i tre continenti.


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Kara Walker, Fons Americanus

 

Varcata la soglia della Tate Modern potrete munirvi di mappa e percorrere le stanze in maniera ordinata, oppure perdervi, abbandonarvi completamente al caso, procedendo di stanza in stanza all’insegna dello stupore e della scoperta. Questo è proprio quello che abbiamo fatto noi: ci siamo persi tra scultura, pittura, fotografia, live arts e chi più ne ha più ne metta, imbattendoci per puro caso – e con grande piacere – anche nelle mostre temporanee.

Fino al 15 marzo 2020, infatti, è possibile visitare la retrospettiva dedicata a Dora Maar, fotografa e pittrice francese di origine croata, famosa in tutto il mondo per i suoi originali (e forse, nonostante tutto, ancora poco conosciuti) scatti surrealisti e per la sua complicata relazione con Picasso; in mostra più di 200 opere tra dipinti e fotografie, in un percorso che ripercorrere la straordinaria carriera di un’artista sempre incline alla sperimentazione, amante dell’insolito e donna intraprendente al passo con i suoi colleghi del circuito parigino.



A partire dal 13 febbraio e fino all’11 maggio 2020 la Tate Modern ospita anche una mostra incentrata sulla produzione artistica di Steve McQueen: 14 le opere in mostra tra fotografia, film e scultura, tra le quali figurano anche il suo primo film – Exodus 1992/97 – e il più recente End Credits 2012.

Ma torniamo ai Free Displays. Le sezioni a ingresso gratuito sono otto e si concentrano sulle tematiche più disparate: Start Display, Artist Rooms, Artist&Society, Performer and Partecipant, Media Networks, Materials and Objects, Living Cities, In the Studio sono i nomi scelti per le sezioni attualmente in mostra; dal colore alla città, dai focus sugli artisti al femminismo prendendo in considerazione tutte le tipologie di medium e di tecnica. Non vi resta che perdervi nell’universo multiforme della Tate Modern: ecco alcune delle opere che abbiamo ammirato e fotografato durante la nostra visita.


 


Scopri di più visitando il sito ufficiale della Tate Modern

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